
Di bianco lin candida prole
de Renzo Sabbatini · Publicada por primera vez en 1990
"Frutto di un'ampia ricerca che ha sperimentato differenti e non sempre consueti approcci metodologici, il saggio tenta un'analisi unitaria e di lungo periodo di un campo finora trascurato dalla storiografia, quello della produzione della carta in età moderna. Ne emerge un quadro inedito, in cui vecchi temi vengono rivisitati e reimpostati, e nuove problematiche si impongono all'attenzione, La discussione delle forme organizzativi (artigianale, manifatturiera, industriale), delle caratteristiche, dei tempi e dei modi della transizione introduce l'analisi delle attrezzature, dei cicli produttivi, della divisione del lavoro e dei rapporti di produzione. Con tali aspetti si intrecciano quelli delle modalità ed influenze dell'intervento pubblico, e la serrata dialettica tra innovazione tecnologica, qualità del prodotto e collocazione sul mercato internazionale. Il saggio pone in evidenza come le soluzioni date di volta in volta a tutte queste variabili siano il risultato di complesse lotte sociali, e condizionino i comportamenti delle famiglie dei cartai e la foro collocazione nella comunità. All'interno di queste coordinate acquista valore esemplare la puntuale ricostruzione del caso toscano, condotta con metodo comparativo e sorretta da una documentazione archivistica di straordinaria ricchezza. Risalta, in primo luogo, la scelta cronologica: un arco di quattro secoli, che consente di cogliere continuità e rotture, mutamenti nella distribuzione geografica, trasformazioni di comunità agricole in centri manifatturieri. Significativa, poi, la definizione dì un'area aperta, che comprende realtà così differenti come il Granducato di Toscana e la Repubblica di Lucca; un'area aperta, che ha continui rapporti di dipendenza tecnologica e di concorrenza commerciale con altre zone cartarie (Foligno e Fabriano, il Veneto, la Provenza) e che deve misurarsi con il vicino 'modello genovese' o l'inarrivabile 'modello olandese'."