La banca e il ghetto
una storia italiana (secoli XIV-XVI)
Edición de la obra La banca e il ghetto
| Autor | Giacomo Todeschini |
|---|---|
| Editorial | GLF editori Laterza |
| Fecha de publicación | 2016 |
| Lugar | Roma |
| Idioma | italiano |
| Páginas | 239 |
| ISBN-13 | 9788858122167 |
| OCLC | 941803042 |
| Serie | Storia e società · Storia e società (Editori Laterza) |
| Número de Cutter | T637b |
La banca e il ghetto sono due invenzioni italiane. Nel 1516 veniva fondato il ghetto di Venezia. Negli stessi anni, sempre in Italia, si assisteva alla nascita di un nuovo modello finanziario, destinato a grandi fortune: la banca pubblica. Questa coincidenza non è casuale. La banca e il ghetto sono le due costruzioni complementari di una modernità che riconosce nella finanza l'aspetto più efficace del governo politico. La banca diventa in Italia, tra Medioevo e Rinascimento, un'invenzione strategica grazie alla quale le oligarchie cristiane al potere (dagli Sforza ai Gonzaga ai Medici, dal papa alle élites di Venezia o Genova) controllano direttamente lo spazio sociale che dominano. Si crea così la possibilità di indicare come economia 'dubbia' quella in cui operano gli 'infedeli'. Il prestito a interesse e le attività economiche affidate dai governi agli ebrei sono derubricate ad attività minori e non rappresentative dell'economia 'vera' degli stati. Questo percorso conduce alla delegittimazione progressiva della presenza ebraica in Italia e culmina con l'istituzione dei ghetti.--